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LA SCUOLA DI ASSOCIAZIONISMO PRESENTA LE PRIME IDEE DEGLI STUDENTI

L’associazionismo giovanile Reggiano torna protagonista, grazie a un progetto promosso e sviluppato da Arci, Anpi e Uisp e finanziato dal Bando Welfare della Fondazione Manodori.

Nei giorni scorsi al Laboratorio Aperto dei Chiostri di San Pietro si è tenuto l’evento conclusivo del progetto “Art.18, Scuola di associazionismo”, un percorso formativo nato per aiutare i giovani delle scuole superiori a rispondere ai propri bisogni, individuali e di gruppo, attraverso la creazione di nuove associazioni. Uno strumento che nel nostro territorio ha da sempre rivestito un ruolo importante e che è oggi in cerca di nuove leve per compiere un ricambio generazionale. Da qui l’idea di ingaggiare i giovani, chiedendo loro i temi sui quali intervenire e proponendo al contempo un percorso volto a far conoscere la nostra Costituzione e stimolare forme di aggregazione socialmente utili. Al progetto hanno aderito cinque istituti, i licei Moro, Chierici, Canossa, l’IIS Nobili e l’IPSSC Filippo Re, con 18 classi e circa 450 studenti tra i 16 e 19 anni. Ne sono nate oltre cinquanta idee associative, alcune delle quali sono state presentate lo scorso venerdì. Tra queste la proposta del gruppo di 5B del Liceo Chierici, rappresentato da Asia Martucci, di sviluppare dei percorsi di inserimento al lavoro nei quali gli studenti possano giocare un ruolo più attivo, fornendo un supporto tra pari che accompagni l’esperienza fuori dall’aula. Sempre sul tema lavorativo,

Angelica Del Puppo, della 4A del Canossa, ha presentato l’idea di creare un’associazione che possa promuovere una maggiore consapevolezza nella gestione finanziaria e della vita pratica per gli studenti post-maturità. Oltre al lavoro sono state proposte alcune idee legate alla cura degli altri, ad esempio, Ilaria D’Avolio, della 4BMD del Nobili, ha proposto di contrastare la solitudine involontaria dei più anziani organizzando una serie di attività, dall’uncinetto alla cucina, da svolgersi presso l’abitazione di chi non può spostarsi. Sulla solidarietà è stata inoltre presentata l’idea di un gruppo di ragazzi di quinta del Nobili, rappresentato da Moussafir Sohail, dal nome Bookhub. L’obiettivo di questa ipotetica associazione è quello di aiutare gli studenti, e loro famiglie, riducendo il costo dell’acquisto dei libri scolastici attraverso un modello di scambio solidaristico nel quale ogni ciclo di classi dona i propri testi a quello che prenderà il suo posto, coinvolgendo nella filiera positiva docenti e case editrici. Ad ascoltare queste e altre idee, nonché il racconto del percorso svolto in aula, l’assessora alle politiche educative Marwa Mahmoud e l’assessore con delega all’associazionismo Davide Prandi. Insieme a loro, Marco Incerti Zambelli, in rappresentanza della Fondazione Manodori, la quale ha finanziato l’intero progetto, i docenti Francesca Ruozzi, del Nobili, e Danilo Villa del Chieri, e Claudio Dolci, che ha portato in aula il percorso formativo e ha condotto l’evento.