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SUNER – Torna il festival diffuso nei circoli Arci della regione

Dal 4 al 28 marzo 2026 torna SUNER, il festival musicale itinerante nei club Arci dell’Emilia-Romagna. SUNER è un progetto di Arci Emilia Romagna e dei Music Club Arci della regione, realizzato con il sostegno di Regione Emilia-Romagna e Emilia-Romagna Music Commission nell’ambito della legge regionale per lo sviluppo del settore musicale.

 

Il calendario di SUNER nei live-club reggiani

mercoledì 4 marzo 2026, ore 21:30

Murubutu in Letteraturap
Circolo Arci Bainait (Montecchio Emilia)
ingresso gratuito (riservato ai soci Arci)

venerdì 6 marzo 2026, ore 22:00

Gazebo Penguins
opening: NODAY

Circolo Arci Tunnel (Reggio Emilia – RE)
ingresso 5€ in cassa (riservato ai soci Arci)

sabato 21 marzo 2026, ore 22:45

Citrus Citrus
opening: La Baia

Marasma 51 (Codisotto – RE)
ingresso gratuito (riservato ai soci Arci)

 

MURUBUTU (@murubutuofficial)
Alessio Mariani in arte Murubutu, docente di filosofia e storia presso il Liceo “Matilde di Canossa” di Reggio Emilia, propone una riflessione che parte dalla relazione fra musica e letteratura al fine di approfondire i legami di quest’ultima con il genere musicale più diffuso fra i giovani italiani negli ultimi decenni: il rap. Forte della sua esperienza nel mondo giovanile, sia come docente che come rapper affermato, Murubutu ripercorre la genesi e l’evoluzione del rap in Italia mettendone in evidenza le componenti letterarie intrinseche ed estrinseche, le peculiarità espressive, le fasi di sviluppo dagli anni 90 fino ai nuovi codici linguistici della trap.
Con una discografia composta da otto album completamente dedicati allo storytelling (fra cui La vita segreta delle città, uscito il 7 marzo 2025; Infernvm, col rapper Claver Gold, album dedicato alla prima delle tre cantiche di Dante) Murubutu ragiona anche sul potenziale inespresso del rap rispetto alla relazione con poesia, narrativa classica e contemporanea, rivolgendo grande attenzione alla sperimentazione ma soprattutto alla didattica scolastica.

GAZEBO PENGUINS (@gazebopenguins)
I Gazebo Penguins riescono come pochi a coniugare sonorità dirette e viscerali, quel mix di punk post-hardcore ed emo-core che fa sudare e gridare a squarciagola, e testi che sintetizzano sentimenti e pensieri complessi in modo immediato e sferzante, senza mai perdere un’acuta profondità di lettura.
Temporale, il loro ultimo disco ne è la riprova: un concept album che parla del cervello, delle sue stratificazioni e del suo rapporto con il nostro Io. Lo fa in modo affascinante e al tempo stesso comprensibile, muovendosi con brillantezza – e assoluta cognizione di causa – tra neuroscienza e filosofia della mente. Nove canzoni che, proprio come fa il nostro sistema nervoso, raccolgono input, lanciano segnali e li rimandano indietro, in un intreccio continuo e ricorrente dove ogni partenza si fa anche ritorno, e viceversa. Un propagarsi di riflessioni che riprendono Nietzsche e Putnam, la psicologia della Gestalt e Schopenhauer, interrogandosi su argomenti complessi e per nulla scontati.
In un mondo sempre pronto a propinarci soluzioni rapide e istantanee, a risolvere e semplificare ogni cosa nel minor tempo e con il minor sforzo possibile, i Gazebo Penguins vanno orgogliosamente e ferocemente controcorrente, alla ricerca di quelle sfumature che aggiungono valore e autenticità alla vita, per poi sbattercele con forza addosso.

NODAY (@noday.fuzz)
I Noday vengono dalla provincia tra Reggio Emilia e Modena e sono una band con influenze grunge e shoegaze. Formatisi a fine 2023, si ispirano alla nuova scena heavy shoegaze statunitense cantando in italiano. I testi traggono ispirazione da momenti di vissuto quotidiano, riflessioni su momenti difficili passati, sulle moderne relazioni e prese di coscienza sulla società attuale.
La band nel corso dei suoi primi mesi di attività ha già condiviso il palco con band underground italiane (Cosmetic, A/lpaca, Radura, Stormo) e internazionali (Paerish, Saetia, Algaebloom). La formazione è composta da: Enrico Tosti (voce e chitarra), Marco Di Masi (chitarra), Manuel Lasco (batteria) e Veronica Ganassi (voce e basso), tutti provenienti da altre esperienze musicali.

Citrus Citrus (@_citruscitrus_)
Formatisi nel 2020, i Citrus Citrus sono un ensemble psichedelico originario di Padova composto da Lorenzo Badin (chitarra), Marco Buffetti (batteria), Enrico Maragno (basso), Luca Zantomio (chitarra) e Thomas Powell (voce). Il collettivo costruisce la propria musica attraverso lunghe sessioni improvvisative, dando vita a un sound che mescola psych rock, funk robotico, jazz-rock giapponese anni ’70, kosmische musik, minimalismo e influenze folk globali.
Non esiste un’unica via per attraversare il ventre sonoro dei Citrus Citrus. Solo spirali, riflessi, percorsi che si intrecciano e si dissolvono. In The Belly of the Eternal Draw (La Zona d’Ombra / Bronson Recordings) è un album che respira e si espande, un organismo che pulsa nel proprio movimento. Non offre risposte ma moltiplica le domande, costruendo un mondo dove la finzione non è menzogna ma libertà, e dove la verità è sempre in trasformazione. Come nei sogni di Borges, come nel cinema della ripetizione e della scomparsa, il disco è costruito da ombre ed echi: i temi ritornano, mutano, scompaiono; le verità si contraddicono, eppure, in qualche modo, ci credi tutte. Con questo lavoro, i Citrus Citrus si fanno spazio nella nuova scena psych italiana, capaci di unire energia collettiva e riflessione, groove e contemplazione, in un viaggio che attraversa epoche e latitudini per ritrovarsi, infine, al centro di un eterno richiamo.

La Baia (@_labaia_)
La Baia spazia tra le dimensioni della psicadelia unendo generi come grunge, surf, e rock anni 90, facendosi spazio fra le nebbie e i fumi della pianura padana. Inizialmente formata da Francesco Platani e Stefano Bonaretti, è nata con suoni grunge e surf. Durante il loro percorso, il suono è diventato più noise con sfumature psichedeliche e jazz aggiunte dalla chitarra di Stefano. Arrivati al quarto album da studio (Ombre), le ambientazioni diventano più ovattate, squarciate dalle chitarre distorte che si fanno spazio tra testi onirici e atmosfere malinconiche.

 

Scopri il calendario completo di SUNER su www.suner.it
e sui canali social del festival (IG / FB)